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APPUNTI PER UNA AUTO-BIO-BIBLIOGRAFIA

Oscar Fontanesi - appunti per una auto-bio-bibliografia


Il lavoro di OSCAR FONTANESI rappresenta un singolare incessante colloquio tra poesia, pittura, pensiero e armonizza il suo contemplante ascolto a tre diverse altitudini. Ma s'uniscono come voci a cappella in un'unica unificante ed unente esperienza di Verità dove la parola segna il ritmo, la direzione della corsa, il tempo insomma entro cui s'illumina il tratto e l'ascolto sempre riaurorale del Mistero che chiama a trasmettere nel Canto la sospesa nota dell'attesa.

Sedici sono i lavori di poesia a tutt'oggi compiuti.

PIANGALARDO VARIAZIONI è stato composto tra il 1996 e il 1997. Si tratta di 40 Variazioni intorno a un unico "tema" che per sua interiore natura si destìna unicamente differenziandosi: il VOLO (FORA' in greco), lo stacco, inarrestabile irraggiungibile che ha la bellezza allorché si differenzia in sé dal suo Essere - Uno (EN in greco) (Piangalardofriends).

NEL FUOCO DELLE CONCHIGLIE è il secondo libro, composto nel 1998. Anche qui 40 Variazioni segnano il contrappunto pensoso e sacro che il Fuoco, voce bordone del Mare, opera nel grembo sonoro della conchiglia - liuto. Liutaio e liuto, Vasaio e vaso, sono figure entro cui s'inchiocciolano gli echi marini della voce poetante.

Nel terzo libro: "... così le comete... " (1999) ha luogo la trasformazione della parola - cometa . Segni febbrili e luminosi sono gli astri, le galassie, le comete sul volto senza volto della Verità divenuta notte. Su di essa, grazie ad essa, la Poesia intesse la fitta costellazione di un dispiegato ascolto ai cori divini e umani nel loro nidace intreccio sull'albero epocale della Storia.

Il quarto libro porta il titolo: PER I MARI DEL CANTO (1999-2000). Anche in quest'opera tema costante è: portare alla luce equorea dell'Emergere il mistero che s'invera nella parola poetante. Ma è ben presente alla meditazione del poeta anche l'estremo pericolo di estinzione che fiocina e attanaglia il destino della Poesia - azzurro Cetaceo. Dramma attuantesi non solo esteriormente ad opera dell'arpione appuntito del Fare plenipotenziario della Volontà tecnica, ma altresì interiormente, nella più fonda cavità toracica della Poesia - cetaceo stessa.

Estinzione per svuotamento, impoverimento, prosciugamento alla deriva di arenarie fuori rotta o per fatali intrappolamenti in avventurose immersioni sotto i ghiacci delle calotte polari...

Giungere fin qui e da qui ripartire, assecondando il rollìo della voce poetica per i Canti del Mare non è dunque solo lasciarsi accostare al sonno ( la Volontà tecnica dell'arpione ) per scendere nella mitezza, ma infinitamente di più è : lasciarsi sprofondare al Sonno per risvegliarsi nel Canto.

11/02/00

L'inchiostro ancora ha schiuma alla bocca.
In Giugno il poeta avverte la necessità di intraprendere un a "nuova" esperienza di scrittura. Indicativamente possiamo accennare a un titolo: PRESSO LA CONTRATTA FONTE. Le prime quattro opere irradiano dalla lontana costellazione del Rombo, figura composta da due delta specularmente rovesciati se la si taglia nella sua diagonale minore.

Il delta è la fonte nel suo compiuto cammino.
La fonte s'estuaria nel delta.
Il delta è il percorso all'in-giù della fonte.
La fonte è la risalita del delta.
Nell'in-sù e nell'in-giù il loro tratto è uno e medesimo.
La fonte e il delta percorrono assieme il medesimo tratto e restano sempre
l'una presso l'altro quasi per con-tratta fedeltà.
Ma fedeltà a che cosa?     A ciò che li fa essere scorrendo: il corso.
Lungo tutto il percorso, nella fedeltà del reciproco "alternarsi- presso" , fonte e delta
cantano il loro poema. La fedeltà, che un pensiero a binario fisso vorrebbe statica
e imperitura, è invece "acqua che scorre".

La fedeltà rimane fedele allo scorrere del corso, rimane fedele all'apprendistato dello scorrere. Il poeta è questa stessa fedeltà al libero, nel libero tratto tra delta e fonte.
Lungo tutto questo tratto del Poema la corrente della Lingua vortica per rapide talmente insidiose e pugnaci da riuscire a dissuadere con perentorietà qualsiasi impresa edilizia costruttrice d'argini o faraoniche dighe. Il sesto libro è composto in soli due mesi: Aprile - Giugno 2001. Si tratta di 50 poesie raccolte nel titolo "'ARRETON a scaglie" L'Indicibile in-detto elargisca con un "recitativo scagliando" tutto il rigore del suo Sorriso! Non occorrono più scale, dopo, per successivi apprendistati. Magister è il Sorriso, ma un magis ad maiora sempreverde, anche nel libro successivo, attualmente in via di scrittura. Titolo: "ROVESCIO di PAUSA". Le prime cinque opere sono state riunite in un unico volume così titolato: "SEQUOIEBONSAI". Nel volume compaiano poesie nuove non presenti nei singoli libri.
Tra il 2001 e il 2002 sono scritti dall'autore tre libri: MARGA, LILA numero 9 e UN PELLICANO PER ALCATRAZ. Quest'ultima opera conosce un'improvvisa, esplosiva scrittura durante un viaggio in California nell'estate del 2002. Nel dicembre dello stesso anno ne è stata data una rappresentazione teatrale presso le carceri di Bollate (Milano) , inaugurando la fondazione della: Compagnia teatrale IL PELLICANO.
Il libro verrà pubblicato nel maggio 2003 dall'editore MANNI di Lecce. Attualmente il poeta lavora al suo undicesimo libro che ha per titolo: APERTI INNESTI. Le ultime cinque opere sono state riunite in un unico volume: SUONI INDICATIVI D'ORME (POESIE 2001-2002).