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XXIII^

Vicino,
la voce che canta
l'intima
interiore
intimità,
sentirla sempre
espirare - inspirare
vicino,
tenendo intimamente unito
quell'unico afflato
dall'inizio
del suo soffiare
l'interno canto
fino all'estremo a spirale
quando compiuto fuoriesce
lasciando scivolare
nel cavo della chiglia
un ricordo madreperla:
la lacrimante gloria del mare;
e vicino,
ancor più vicino
imparare l'ascolto
e riunire le voci
clamanti
remote
(dal fondo futuro
senza più limosa sabbia, 
o dalle correnti
indeclinabili alla deriva)
il festoso saluto
(traccia adusta
nell'intima culla
rotonda
del riposo)
e la tumultuosa percussione
che l'eco in lontananza rimareggia.

Variazione da "NEL FUOCO DELLE CONCHIGLIE, preface by Carlo Annoni"