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Oscar Fontanesi - Pittore e poeta

Oscar Fontanesi poeta
Nervi al tramonto
 

Poesie

Autobiografia

Oscar Fontanesi nasce a Milano nel 1953.
Si laurea in Filosofia Teoretica all’Università Statale della stessa città con una tesi sul “Linguaggio”, studiando contemporaneamente per tre anni all’Università di Koeln.
A vent’otto anni l’irruente urgenza della voce pittorica lo getta in un corpo a corpo con la creatività figurativa, da cui ne uscirà rigenerato – una lotta bruciante che mai lo abbandonerà anche quando, più avanti negli anni, un’altra voce, un altro dono, un’altra vendemmia, la vendemmia canora, il Canto, contrappunterà gli anni più prossimi al giro di boa del secolo.

Dal 1996 al 2005, sono stati scritti dal poeta sedici libri. (Pubblicazioni presso S.Marco dei Giustiniani di Genova, nel 2000, Lo Sciamano, Milano 2002; Manni Editore di Lecce,2003).
Il primo, PIANGALARDO VARIAZIONI, nasce nel Monferrato, l’ultimo,TREGUA, è scritto a Rodi, nel 2005. Tra queste due colonne si protende un ponte canoro d’inarcante poeticità: il poema stesso.
Sì perché ciò di cui si canta nell’opera del poeta Fontanesi è il Poema, il canto poemale, il Poema Cantaurorale. Cosa apparentemente ovvia, ma difficile a darsi.

Il Poema si canta nell’inesauribile snodo che si scioglie parola – inoltrando verso nuovi delta patrimoniali – verso antiche sorgenti contratte – trascorrendo per istantanei rovesci di pausa – fino a celarsi nel fecondo ritorno a dispiegati innesti .

E’ l’opera di una scrittura che si offre mondo dallo sguardo gemmeo, tenero e incorrotto opale – non trema nella sua sfericità cristallina – è la gioia sconosciuta – il prezioso che sedimenta sul fondo di ogni parola màtria, anche la più piccola e breve, quando la parola non rinuncia a discoprirsi Gioia: l’ereditiera corona della rinuncia, fuoco che riscalda il cielo.

 



Da: UN PELLICANO PER ALCATRAZ (E PENNE SPARSE), 2003

2. Alcatraz in un poeta è la sua segregazione seminale.
Quando sboccia la scrittura Alcatraz rimane Alcatraz –
Un mare celeste dietro sbarre rosse.
Scontata la pena (per buona condotta quasi sempre abbreviata)
si dubita o si tace che sia mai apparsa quell’isola.
Il dubbio come la certezza durano
quanto il lampo di bandiera che saetta dal faro della Roccia.


14. Jeck, l’amico negro, suonava un’armonica a bocca –
piccola anzi piccolissima nelle sue smisurate mani.
Non fu facile la conquista di questo permesso.
Sì, perché qui tutto è solo anzitutto concesso.
E impàri a dire grazie, dopo che fuori hai tutto osato.
Un mondo blues usciva dalla magia di Jeck .
Non, solo blues.
Non, solo musica blues.
Un : Mondo blues.
Louisiana, Georgia, unguento al morso del rettile
e il lento crescere del verde tra le labbra del fiume
amato come il sangue.

 

Da: TREGUA, 2005

13. La parte mia
che ti ha seguito
nell’imballaggio e nel transloco
fino alla nostra casa
in fondo al Mare dei Respiri
è ora al riparo laggiù

e nessun ombrello
servirà più contro
i rovesci del tempo
e le nebbie perenni

è la parte che detta la Tregua

la più ricca per fiato
capace di tutto-

l’altra la scrive
e danza la sua mania
e ama sotto la pioggia e il sole

elargendo così
la prodigalità ultima degli occhi e del respiro
accanto a Maria stupita
ancora
che due arcobaleni possano congiungersi
in cielo
per un battito d’acqua e luce
e poi dissolvere.

 
Informazioni generali
Oscar Fontanesi è nato a Milano nel 1953
Telefono > +39 333 4415943